Presentazione
Le Ricerche di FarSiCura
In questa sezione sono presenti le principali ricerche condotte dal centro FarSiCura in ambito di sicurezza urbana. Per ogni indagine Ŕ possibile consultare le informazioni principali e, dove possibile, scaricare il rapporto di ricerca.

Il centro FarSiCura ha svolto negli ultimi anni numerose indagini sul tema dell'in/sicurezza urbana. L'esperienza di ricerca ha consentito in particolare di approfondire la conoscenza del fenomeno sul territorio lombardo, attraverso l'analisi delle rappresentazioni, delle percezioni e delle pratiche di governo
locale dell'insicurezza che caratterizzano Milano e alcuni dei principali contesti urbani della Regione Lombardia.
Le ricerche, realizzate attraverso i finanziamenti erogati dall'ente regionale e in collaborazione con I.Re.R. Lombardia, sono condotte utilizzando un percorso metodologico integrato, rivolto sia all'approccio quantitativo (applicato anche all'analisi di alcune basi di dati innovative rispetto alla percezione di insicurezza urbana), sia all'approccio qualitativo (attraverso il ricorso alle principali tecniche di analisi tra cui l'intervista semi-strutturata e l'organizzazione di focus group).
I materiali di ricerca sono organizzati nelle seguenti aree tematiche: Polizia locale, rischi, sicurezza stradale, sicurezza urbana, vulnerabilitÓ sociale.
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Elenco Ricerche
2009 - Dalla percezione di insicurezza alla verifica delle politiche di integrazione degli stranieri immigrati
Committente: Regione Lombardia, Direzione generale Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale

Gruppo di ricerca: Gian Carlo Blangiardo, Sonia Stefanizzi, Stefano Caneppele, Giulia Mugellini, Simona Maria Mirabelli, Walter Baroni, Carlo Pisano, Valeria Verdolini, Silvia Zoboli, Luca Caldarelli

Macro area: Sicurezza urbana

La ricerca assume il rapporto tra società ricevente e stranieri immigrati, per quanto e come ha avuto luogo in questi anni in Lombardia, e si propone di verificare due aspetti:le condizioni del rapporto che influiscono sulla percezione di insicurezza; la presenza di esperienze efficaci di integrazione.

A tal fine sono innanzitutto esaminate le categorie di analisi che associano sentimenti di insicurezza alla presenza di popolazione straniera e che considerano il fenomeno dell’immigrazione, in particolare di quella in condizioni di irregolarità, come problematico in sé. Il secondo asse della ricerca interessa invece i processi di integrazione ed è in sintonia con quanto reso noto dai principali studi condotti a livello nazionale e internazionale nel campo dell’integrazione della popolazione straniera. Emerge, anche nel caso lombardo, la dimensione processuale dell’integrazione che avverrebbe con assorbimento graduale e spesso inconsapevole di pratiche sociali, valori, norme, schemi cognitivi. I due aspetti sono rappresentati nel rapporto finale con due distinti contributi. Il primo di tipo qualitativo fornisce i temi con i quali è affrontato il rapporto immigrazione – sicurezza attraverso gli studi di caso di due contesti lombardi (Milano e Brescia). Il secondo considera le principali caratteristiche e le più recenti dinamiche della realtà migratoria lombarda dal 2001 al 2009. Vengono qui posti in rilievo gli aspetti di cambiamento che più direttamente sembrano correlabili con le problematiche della sicurezza fino ad arrivare a confronti tra gli autori di reato italiani e stranieri.

Attraverso l’analisi degli studi di caso e, più in generale, attraverso la costruzione di un indice di integrazione, l’obiettivo che ci si propone è di fornire adeguati strumenti per declinare le politiche regionali e locali che coinvolgono la popolazione migrante in modo da garantirne la massima efficacia.


Tag: prevenzione sociale, mitigazione del rischio, vulnerabilitÓ, insicurezza
2009 - Rapporto annuale sulla prevenzione in Lombardia
Committente: Regione Lombardia, Direzione generale Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale

Gruppo di ricerca: Sonia Stefanizzi, Walter Baroni, Carlo Pisano, Cristian Poletti, Valeria Verdolini, Silvia Zoboli

Macro area: Sicurezza urbana

Il rapporto si pone tre obiettivi principali: fornire una visione del legame tra crisi economica e sicurezza e riconsiderare in questa luce le politiche per la sicurezza; informare sulle politiche regionali riguardanti i rischi maggiori; porre in evidenza proposte innovative emerse dai processi di ricerca attivati dalla Regione sui temi del rischio in Lombardia. Il rapporto si compone di un’analisi degli impatti sul contesto sociale milanese delle profonde modificazioni generate dalla crisi finanziaria globale su famiglie, imprese, persone; una rassegna di politiche finalizzate al contrasto e alla mitigazione dei rischi maggiori (rischio idrogeologico, rischio sismico, rischio industriale, rischio di incendi boschivi, in/sicurezza urbana); la descrizione della collaborazione di Regione Lombardia ai processi di protezione civile attivati a seguito del terremoto 2009 che ha colpito l’Abruzzo; i risultati di ricerche che si sono occupate di fenomeni di rischio in Lombardia. Il rapporto propone come ipotesi esplicativa che le politiche locali di reazione alla crisi, per essere in grado di governare l’incertezza e il sentimento di insicurezza della popolazione lombarda, devono essere valorizzate e considerate di pari valore di quelle più facilmente riconducibili ad interventi securitari. Le prime e le seconde non possono non porsi l’obiettivo di rassicurare e rinsaldare, attraverso interventi mirati, i legami sociali, creando spazi comuni e un maggior senso di appartenenza.


Tag: prevenzione sociale, mitigazione del rischio, vulnerabilitÓ, insicurezza
2009 - Piano di aggregazione dei corpi di Polizia Locale per ambiti territoriali omogenei
Committente: Regione Lombardia, Direzione Generale Polizia locale e interventi integrati

Gruppo di ricerca: Sonia Stefanizzi, Cristian Poletti, Domingo Scisci, Massimo Simonetta, Luca Bramati, Cecilia Chiesa

Macro area: Polizia locale

La ricerca si pone come obiettivo quello di pervenire alla realizzazione di un modello di aggregazione sovra-comunale dei servizi di Polizia locale adeguato allo svolgimento - con standard di efficienza ed efficacia - delle numerose funzioni da essa svolte (polizia amministrativa, polizia giudiziaria, polizia stradale, ausilio di pubblica sicurezza, ecc…), al fine di conseguire a) un’ottimizzazione dei costi e delle risorse, b) la valorizzazione delle specificità territoriali, c) la copertura giornaliera di servizio rispondente alle esigenze locali, d) la garanzia di un numero minimo di operatori necessari.

La ricerca si articola in due fasi. Nella prima sono stati selezionati gli indicatori fondamentali all’analisi di contesto, provenienti sia da fonti statistiche già accessibili o di derivazione istituzionale, sia da informazioni raccolte da testimoni privilegiati. Si è poi proceduto a studiare le relazioni esistenti nelle attuali aggregazioni sovra-comunali al fine di pervenire ad una proposta per una nuova zonizzazione sovra-comunale appropriata allo sviluppo delle reti per una gestione aggregata delle funzioni di Polizia locale. Nella seconda fase è stata realizzata un’analisi organizzativa di dettaglio sui comandi di Polizia locale della Lombardia, definita attraverso la partecipazione di ufficiali ed operatori di PL, in funzione di testimoni privilegiati; inoltre sono stati eseguiti una serie di confronti e di tavoli di condivisione dei risultati di ricerca, attraverso incontri svolti in diverse province, con la collaborazione delle sedi territoriali.


Tag: funzioni della Polizia locale, aggregazioni sovra-comunali, analisi organizzativa, testimoni privilegiati
2009 - Politiche di sicurezza per lo sviluppo sostenibile del territorio
Committente: Regione Lombardia, Direzione Generale. Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale

Gruppo di ricerca: Sonia Stefanizzi, Walter Baroni, Enrico De Stefani, Carlo Pisano, Cristian Poletti, Domingo Scisci, Laura Tiozzo, Valeria Verdolini, Silvia Zoboli

Macro area: Rischi

La ricerca costituisce un progetto biennale avviato nel 2008 allo scopo di individuare categorie di rischi non monitorati dal programma regionale PRIM 2007/2010 (Programma Regionale Integrato di Mitigazione dei Rischi) e tuttavia rilevanti nel contesto regionale. Il rapporto identifica inoltre i livelli di pericolosità raggiunti da tali rischi e le possibili politiche di intervento e di mitigazione atte a garantire la resilienza del sistema regionale.

La selezione dei fenomeni rischiosi emergenti, avvenuta in base a criteri di ordine definitorio ed empirico, ha portato all’individuazione delle seguenti categorie di rischio:

  1. Inquinamento atmosferico: impatto sui beni artistici e sulla salute delle persone (radon);
  2. Inquinamento idrico: approvvigionamento acque;
  3. Infrastrutture critiche: energia, reti e servizi del sottosuolo-ambiente e dismissione degli impianti industriali;
  4. Sicurezza stradale: gestione dei flussi di traffico e incidentalità;
  5. Dipendenze e stili di vita;
  6. Invecchiamento progressivo della popolazione: isolamento sociale;
  7. Inserimento seconde generazioni migranti: conflitti culturali e intrafamiliari;
  8. Impoverimento della popolazione lombarda.

Una volta prodotti, per ogni categoria di rischio, brevi dossier di monitoraggio con iniziale indicazione delle politiche possibili, la ricerca ha inteso rendere conto di come alcune dinamiche di manifestazione e di impatto di parte dei rischi identificati (inquinamento e portata delle acque; infrastrutture critiche; sicurezza stradale; dipendenze; isolamento sociale degli anziani; difficoltà di inserimento delle seconde generazioni di migranti) si verifichino nel contesto regionale, con l’obiettivo di offrire indicazioni relative a:
  • Confronti sulla percezione dei rischi emergenti e riflessi sulle policy;
  • Fattibilità di un registro regionale dei rischi attuali ed emergenti;
  • Fattibilità di un protocollo per la gestione delle azioni di comunicazione richieste dal fronteggiamento di un rischio emergente


Tag: rischi rilevanti, rischi emergenti, resilienza, percezione del rischio, politiche di intervento, registro regionale dei rischi
2009 - La violenza sulle donne
Committente: Consiglio Regionale della Regione Lombardia

Gruppo di ricerca: Sonia Stefanizzi, Sara Sala, Valeria Verdolini

Macro area: VulnerabilitÓ sociale

La ricerca presenta un lungo excursus sulle molteplici modalità di manifestazione del fenomeno della violenza sulle donne, e esamina le forme di intervento contro di esso esistenti sul territorio milanese. In primo luogo, si è cercato di individuare e comprendere la “cultura della violenza alle donne”, cioè la rappresentazione e la percezione che di questa realtà hanno i soggetti (magistrati, operatori sociali, avvocati, operatori di polizia) coinvolti nella prevenzione e repressione del fenomeno, nonché il loro livello di partecipazione, di conoscenza e le modalità di risposta al problema. Successivamente, avendo come obiettivo quello di creare un collegamento tra la ricerca e l’intervento operativo, sono state messe a punto una serie di ipotesi interpretative circa i fattori predisponenti e scatenanti i maltrattamenti e la violenza di genere, le possibile risposte istituzionali al fine di sviluppare dei momenti di discussione con tutti gli operatori coinvolti nella prevenzione del fenomeno. Lo studio ha consentito infine di aggiornare la guida ai servizi dell’area milanese per le donne maltrattate Aiuto Donna, che è ormai alla terza edizione, la quale si è dimostrata uno strumento utile per le vittime che per gli operatori.


Tag: violenza, donne, lombardia
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